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RETI WIRELESS: NORMATIVA GIURIDICA E TECNICA

La normativa italiana per l'utilizzo delle Wireless LAN

La Normativa italiana relativa all'utilizzo delle Wireless LAN e' stata interamente rivista alla fine del 2001 con la pubblicazione, il 28 Dicembre 2001 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 300, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 447 datato 5 Ottobre 2001.

Questo decreto denominato "Regolamento recante disposizioni in materia di licenze individuali e di autorizzazioni generali per i servizi di telecomunicazioni ad uso privato" individua:

  • i servizi ed i sistemi di telecomunicazione ad uso privato da assoggettare a licenza individuale, o ad autorizzazione generale
  • indica le apparecchiature terminali e i dispositivi di libero uso
  • fissa le modalita' per l'ottenimento delle licenze individuali e delle autorizzazioni generali
  • fissa le procedure operative per l'adeguamento alla nuova normativa degli impianti già in essere.

Gli apparati Wireless LAN (o RadioLAN secondo la dicitura italiana) operano in una gamma di frequenze condivisa in cui esistono utilizzatori diversi ciascuno operante senza alcuna protezione dai disturbi generati dagli altri utilizzatori. Questa modalita', ai sensi del decreto, fa ricadere i dispositivi IEEE 802.11b/g tra quelli che non richiedono una assegnazione specifica di frequenza. Per l'utilizzo di questi non e' prevista dal decreto la necessita' della licenza individuale, ma e' prescritta solamente una meno restrittiva autorizzazione generale.

L'articolo 5 del decreto menziona infatti esplicitamente che un servizio di telecomunicazioni privato, svolto mediante l'installazione e l'esercizio di "reti locali RadioLAN e HiperLAN", necessita di una autorizzazione generale fatte salve le eccezioni disposte all'articolo 6. Questo articolo definisce di libero uso l'esercizio e l'installazione di una rete RadioLAN purche' confinata nell'ambito di uno stesso fondo. Il fondo puo' essere rappresentato da un edificio od una porzione di esso appartenente ad una specifica proprieta', oppure da piu' edifici distinti purche' insistenti su di un area facente capo alla medesima proprieta' degli edifici stessi. Un esempio di fondo puo' essere un sito universitario costituito da piu' edifici distinti confinati pero' all'interno del campus stesso. Per questo tipo di installazioni e utilizzazioni della tecnologia Wireless LAN non e' richiesto alcun adempimento burocratico, ma e' previsto invece il libero uso.

Si noti che il decreto non fa alcuna differenza tra le diverse modalità operative conseguibili con le Wireless LAN. Pertanto sia le applicazioni di accesso alla rete che le applicazioni di collegamento tra reti diverse mediante link wireless (Wireless bridging) risultano assoggettate alle stesse regole.

In sintesi potremo affermare che:

  • In ambito privato (all'interno di un edificio o di un singolo ufficio) le Wireless LAN, come strumento di accesso alla rete, sono di libero uso e possono essere utilizzate senza alcuna formalita' burocratica;
  • Tra edifici diversi che insistono su di un sito facente capo alla medesima proprieta' degli edifici stessi, le Wireless LAN utilizzate come strumento di connessione tra le reti fisse dei singoli edifici sono altresi' di libero uso.
  • Le Wireless Lan utilizzate come strumento di connessione tra reti fisse di singoli edifici divisi dalla presenza di suolo pubblico sono assoggettate alla autorizzazione generale.
    In questo caso l'utente deve emettere una dichiarazione di utilizzo da inviare al Ministero delle Comunicazioni con tutti i dettagli del collegamento e le specifiche degli apparati utilizzati. L'invio della dichiarazione da diritto immediato di utilizzo della rete installata e se il Ministero non si pronuncia negativamente entro 30 giorni l'utente acquisisce definitivamente l'autorizzazione generale per lo svolgimento di un'attivita' di telecomunicazioni ad uso privato..

Il quadro regolamentare definitivo per l'utilizzo della tecnologia Wi-Fi in ambito pubblico e' piu' complesso.
L'impianto e' dato dal cosiddetto decreto Gasparri del 28 Maggio 2003, che regola le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni generali per la fornitura al pubblico dell'accesso Radio-LAN alle reti ed ai servizi di telecomunicazioni.

La delibera dell'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni (num. 102/03/CONS) precisa tuttavia che non e' necessario disporre di licenza o autorizzazione per l'erogazione di servizi di connettività di rete nel caso l'attivita' commerciale non abbia come oggetto sociale principale l'attivita' di telecomunicazioni (es. bar, alberghi, centri commerciali).

Successivamente, il decreto del Ministro Landolfi del 4/10/2005 liberalizza l'erogazione di servizi Wi-Fi nel territorio nazionale, modificando il precedente decreto Gasparri 28 Maggio 2003; tuttavia l'articolo 4, riprendendo il decreto legislativo 1/8/2003 n. 259, mantiene il regime di autorizzazione generale per i soggetti che vogliono fornire servizi radiolan. Tale autorizzazione e' da richiedere alla Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione del Ministero delle Comunicazioni.

Con il decreto "Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale" noto come decreto Pisanu, del 27 luglio 2005, alcune delle norme citate precedentemente sono state variate.
L'articolo 7, infatti, invalida la delibera dell'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni (num. 102/03/CONS) precedentemente citata, indicando che e' necessario richiedere un'autorizzazione al questore per chi mette a disposizione terminali telematici. L'autorizzazione va richiesta per chi ne fa attivita' prevalente o esclusiva, o per chi ha piu' di 3 terminali installati. Inoltre richiede la preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

Appare quindi evidente che, alla luce della normativa attuale, e' sempre e comunque necessaria una preventiva autorizzazione, in caso di fornitura di accesso internet al pubblico.



La normativa tecnica europea per l'utilizzo delle Wireless LAN

Sistemi radio in Spread Spectrum
I sistemi radio in tecnica Spread Spectrum sono regolati da apposite normative. Per i paesi dell'Unione Europea valgono le norme E.T.S. 300-328, e correlate, emanate dall'organo Europeo E.T.S.I.

La normativa tecnica ETS 300-328 impone di non irradiare con una potenza E.I.R.P. superiore ai 100 mW (equivalente a 20 dBm).

In linea di principio inoltre impone agli apparati radio Spread Spectrum, di non trasmettere con una potenza elettrica effettiva superiore ai 50 mW (equivalente a 17 dBm); questo perche' l'antenna a dipolo piu' semplice, che di solito li accompagna, ha generalmente un guadagno in trasmissione pari a circa 2.5 dBi, che fa si che la potenza E.I.R.P. trasmessa salga a circa 80 mW (per la precisione 19.2 dBm).

Per questo motivo su tutto il territorio dell'Unione Europea, ed anche in Italia, e' assolutamente vietato utilizzare antenne che abbiano un guadagno in trasmissione elevato (in linea di massima diciamo superiore ai 5 dBi), tale da portare la potenza trasmessa E.I.R.P. oltre i 100 mW (equivalente a 20 dBm).

- Tutta la Normativa Tecnica Europea ETS, ed in particolare le norme ETS 300-328, e' reperibile presso l'ETSI stesso, presente sul Web con il proprio sito www.etsi.fr. Sul sitohttp://www.etsi.org/ e' disponibile tutta la documentazione pubblica (sia definitiva che preliminare), in parte liberamente scaricabile ed in parte scaricabile a pagamento od in abbonamento per i membri dell'ETSI.

Links:


Il testo del DPR 477
Decreto "Gasparri" del 28 maggio 2003
Delibera n. 102/03 dell'Autorita' per le Comunicazioni
Decreto "Landolfi" del 4 ottobre 2005
Decreto legge "Pisanu" del 27 luglio 2005




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